La pandemia non è stata solo crisi, ma anche trasformazione. I consumi, le abitudini stesse dei consumatori, sono cambiate. E con essi, anche l’economia. Lo dimostra, per esempio, il settore dell’ortofrutta: negli ultimi mesi, il consumo di frutta e verdura è aumentato vertiginosamente. Non solo sulle tavole degli italiani, ma anche sui mercati europei. Ne è la dimostrazione la crescita dell’export.

La situazione dei trasporti nel settore ortofrutticolo

In totale, infatti, il settore agroalimentare produce un fatturato di circa 15 miliardi di euro, dei quali circa il 30% è destinato all’export. E non si tratta solamente di una variazione momentanea: nei primi cinque mesi dell’anno, l’export è aumentato del 9,4% in quantità e dell’11,9% in valore in Europa, con l’esclusione del Regno Unito per l’effetto della Brexit. Di fatto una “gallina dalle uova d’oro”, che potrebbe dare ancora di più se sostenuta da una catena di distribuzione sufficientemente forte. E invece, come sottolineato anche dal ministro delle Politiche Agricole, non è così: «Su questo scenario, pesa il deficit logistico italiano per la carenza o la totale assenza di infrastrutture per il trasporto merci – spiega Stefano Patuanelli – questo costa la nostro Paese oltre 13 miliardi di euro con un gap che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea».

Un gap che può essere colmato, per esempio, con le risorse messe in campo dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I tempi di questo, tuttavia, potrebbero non essere compatibili con le richieste di un mercato che vuole tutto e subito. Qualcosa si sta muovendo, per esempio, dalle parti di Padova e Ravenna. In questi territori, infatti, si sta provando a realizzare un hub logistico che potrebbe migliorare lo scambio ortofrutticolo fra l’Italia e la Cina. Un mercato, quello cinese, importantissimo se si considera che nel 2020 il Sol Levante è stato il terzo importatore di ortofrutta al mondo con una spesa di 14 miliardi di euro e che nei primi mesi del 2021 ha fatto segnare un aumento del 33,8%. Un’opportunità da sfruttare, riducendo tuttavia i tempi di trasporto che, attualmente, si attestano fra i cinque e i sette giorni. Per questo, il mercato ortofrutticolo di Padova insieme con il porto di Ravenna stanno puntando a prendersi questa fetta di mercato migliorando ulteriormente i servizi logistici destinati all’ortofrutta. Si tratta però di un esempio isolato e tanto ancora c’è da fare.

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