La Compagnia Italiana di Navigazione (CIN) ha respinto la proposta dell’accordo di ristrutturazione, approvata dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), che era stata avanzata dai commissari straordinari di Tirrenia. Una decisione che, inevitabilmente, ha già fatto sollevare le polemiche da parte dei sindacati, in particolare Federam-Cisal, che annunciano sciopero immediato sia da parte dei marittimi, che del personale di terra.

CIN rifiuta la proposta e i sindacati minacciano il blocco totale

«Bloccheremo le navi di tutto il Gruppo Onorato – ha spiegato il segretario generale, Alessandro Picco – È inammissibile mettere a rischio seimila posti di lavoro e il futuro di altrettante famiglie». Lo stesso Gruppo Onorato, che, in attesa della decisione dei giudici della sezione fallimentare del Tribunale di Milano, ha diffidato i commissari alla sottoscrizione di una controproposta da parte della stessa CIN. Questa, a giudizio dei commissari stessi, conterrebbe clausole ritenute «inaccettabili» per l’amministrazione straordinaria di Tirrenia.

La proposta di Tirrenia, che vanta un credito di 180 milioni di euro nei confronti di CIN, aveva in realtà già ricevuto il placet del Comitato di Sorveglianza del MISE. Un vero e proprio stallo, insomma: «Tirrenia ha confermato la disponibilità a sottoscrivere l’accordo a questa condizioni – fanno sapere i commissari – ma si riservano ogni azione avverso dichiarazioni o comportamenti diffamatori o comunque non rispettosi della correttezza del proprio operato».

La questione che più preoccupa, tuttavia, è ora quella dei livelli occupazionali. La Compagnia, infatti, conta circa seimila dipendenti, che rischiano di ritrovarsi senza un lavoro.