RFI ha aggiudicato la gara d’appalto, per un importo di 2,7 miliardi di euro, per la progettazione e la realizzazione dell’European Rail Transport Management System (ERMTS) su 4.220 chilometri di ferrovie italiane. Un sistema di supervisione e controllo dei treni, che consentirà una migliore gestione dei traffici ferroviari, incrementando il numero di treni, riducendo i potenziali ritardi e mitigando le emissioni inquinanti nell’ambiente.

Il bando per la progettazione dell’ERTMS

Il bando, che era stato lanciato a dicembre scorso, è uno dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Esso si va ad aggiungere ai lavori di installazione dello stesso sistema ERTMS su circa 700 chilometri di ferrovie in Sicilia, Lazio, Abruzzo e Umbria. I due progetti, nel complesso, vanno a raggiungere così gli obiettivi indicati dall’Unione europea di attrezzare almeno 3.400 chilometri di ferrovie con il sistema ERTMS entro il 2026. Ancor più, si tratta del primo tassello per raggiungere l’ambizioso progetto di RFI stessa, che ha intenzione di installare tale tecnologia sull’intera rete ferroviaria italiana entro il 2036.

La gara, comunque, è stata suddivisa in quattro lotti geografici. Un primo logo, denominato “Centro Nord” e che interessa 1.885 chilometri di linee per un importo di 1,3 miliardi di euro, è stato affidato a un raggruppamento di imprese che vede la Hitachi Rail STS S.p.A. come capofila. A seguire, poi, il lotto “Centro Sud”, che interessa 1.400 chilometri di linee per 900 milioni di euro ed è stato affidato alla Alstom Ferroviaria S.p.A. Il terzo lotto, chiamato solo “Centro”, riguarda 530 chilometri di linea per un importo di 323 milioni di euro, e sarà guidato dalla capofila Mer Mec STE S.r.l. Infine, il quarto lotto, che è stato denominato “Sud”, riguarderà 405 chilometri di rete ferroviaria per 251 milioni di euro e sarà portato avanti dalla ECM S.p.A.

Il sistema ERTMS ha l’obiettivo di migliorare l’interoperabilità tra gli operatori ferroviari di diversi paesi. Questo significa, tra le altre cose, consentire un maggior numero di treni sulla linea ferroviaria, una maggiore puntualità, ma anche un controllo superiore grazie al continuo scambio di informazioni tra la linea e i sistemi di bordo. Ciò consente al macchinista di possedere più informazioni preventive per decidere come intervenire e al sistema di attivare la frenata di emergenza qualora qualche parametro non sia stato rispettato. Questo sistema, peraltro già attivo sui treni ad alta velocità, può essere adattato anche sulle linee regionali e offrirà anche una riduzione delle emissioni. Non solo in termini di impatto paesaggistico, perché sarà possibile eliminare i sistemi di segnalazione a bordo linea, ma anche perché una regolazione più precisa della velocità offrirà un risparmio in termini energetici.

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