È un risveglio brusco, quello del settore dei veicoli industriali. Ad aprile, secondo i dati forniti dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (UNRAE), le immatricolazioni dell’ultimo mese sono arrivate a toccare cali del -33,2%. La testimonianza che il comparto, senza i dovuti correttivi, è in forte riduzione.

La situazione dei veicoli industriali nel primo quadrimestre del 2022

Nel primo quadrimestre, infatti, il risultato complessivo arriva quasi in doppia cifra. Peccato, però, che abbia il segno negativo: -9,7% rispetto all’anno precedente. A registrare perdite pesanti, del resto, sono tutti i segmenti. In quello dei veicoli leggeri con massa minore di 3,5 t, la perdita è del -26,9%: rispetto al 2021, quando le immatricolazioni furono 2.599 unità, quest’anno vi sono state appena 1.900 registrazioni di nuovi mezzi. Per quanto riguarda i mezzi con massa compresa da 3,51 e 6 t, la riduzione è stata pressappoco la stessa: 55 immatricolazioni contro le 72 del 2021, per una riduzione del 23,6%. Dove si è registrato invece il calo più preoccupante è nel segmento dei veicoli con massa compresa tra 6,01 e 15,99 t. Qui, infatti, la diminuzione di immatricolazioni è stata del 33,2% dovuta alle 245 nuove immatricolazioni, contro le 367 del 2021. Perdite nella media, infine, nel segmento dei mezzi con massa superiore a 16 t, dove i 1.600 nuovi mezzi, contro i 2.160 del 2021, hanno fatto segnare perdite del 25,9%.

«Le preoccupazioni ventilate nei mesi scorsi cominciano a manifestarsi in maniera rilevante su un mercato che fatica a sostenere il peso delle gravi difficoltà moltiplicatesi nell’ultimo periodo – ha detto Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali dell’UNRAE – È evidente che i sostegni al settore dell’autotrasporto stiano perdendo di efficacia, nonostante gli impegni profusi dal Governo nel fornire risposte concrete al comparto, che danno ossigeno nel breve periodo ma non contribuiscono a sostenere la domanda di veicoli nuovi nel medio-lungo termine, a discapito della transizione ecologica e della sicurezza stradale». Situazione che, peraltro, mette anche a dura prova il raggiungimento degli obiettivi climatici: «È paradossale chiedere ai Costruttori di veicoli industriali di raggiungere obiettivi di decarbonizzazione, attraverso lo sviluppo di mezzi sempre più sicuri ed eco-compatibili – conclude Starace – consentendo al tempo stesso che circolino sulle nostre strade veicoli con un’anzianità media di oltre 14 anni».

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