Che sia un anno difficile per le case costruttrici di mezzi è un dato di fatto. A dimostrarlo, adesso, ci sono anche i dati drammatici dell’ultimo mese, quelli di ottobre, che mostrano quanto sia grave la situazione, sia confrontata con l’anno precedente, sia se si prende in considerazione i primi dieci mesi dell’anno e li si confronta con lo stesso periodo del 2019.

La situazione delle immatricolazioni

Il primo raffronto è addirittura impietoso. Se si considera il solo mese di ottobre 2021 rispetto al 2020, infatti, risulta che sono stati venduti il 12,7% dei mezzi in meno. Quest’anno, infatti, i veicoli con massa maggiore di 3,5 t immatricolati a ottobre sono stati 1.615 contro i 1.850 dello stesso periodo dell’anno precedente. Leggermente meglio per i veicoli con massa da 3,51 a 6 t e per quelli da 6,01 a 15,99: i primi, con 48 veicoli contro i 50 dello stesso mese dell’anno precedente, hanno collezionato “solo” un -4,0%; i secondi, con 207 immatricolazioni contro 221, si sono attestati invece sul -6,3%. Molto peggio, invece, è andata ai veicoli con massa maggiore o uguale di 16 t: in questo caso, le immatricolazioni sono state appena 1.360 contro le 1.579 dell’anno precedente, facendo così registrare un -13,9% complessivo.

Il secondo raffronto, ancora una volta, presenta zone di chiaroscuro. Nei primi dieci mesi del 2021, raffrontati con il 2019, la situazione è positiva per i veicoli con massa maggiore di 3,5 t e per quelli con massa maggiore o uguale di 16 t: nel primo caso, nel 2021 sono stati registrati 20.695 veicoli contro 19.664 del 2019 per un incremento totale del 5,2%; nel secondo caso, invece, ci sono state 17.211 immatricolazioni contro le 15.786 del 2019, per una crescita secca del 9%. Negativo, invece, è il risultato per le immatricolazioni di veicoli con massa fra 3,51 e 6 t e per quelli con massa tra 6,01 e 15,99 t. I primi, in profondo rosso, hanno subito una flessione del 30,2%, con l’immatricolazione di soli 574 veicoli contro gli 822 del 2019. I secondi, invece, hanno avuto una flessione più leggera del 4,8%, per 2.910 immatricolazioni contro le 3.056 del 2019.

«La prima osservazione è che il mercato di ottobre 2021 va in negativo rispetto al 2020 per tutte le fasce di massa, anche per quella dei pesanti, che finora ha sempre trainato il settore, anche nei momenti più confusi – ha detto Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE – La ragione va cercata non tanto dal lato della domanda, che pure necessita di sostegno strutturale e continuo, ma – in questo momento particolare – soprattutto dal lato dell’offerta». Una situazione che è figlia, quindi, anche delle contingenze relative alle case costruttrici: «Dopo una serie di scosse del mercato, conseguenti alle misure di contenimento del contagio ci sono segnali di una sofferenza più grave, che deriva dalla carenza planetaria di alcuni componenti essenziali per la fabbricazione di quei veicoli – prosegue Starace – Molti Costruttori stanno già effettuando, o hanno in programma, riduzioni o fermi temporanei della produzione con conseguenti ritardi nelle consegne dei veicoli. Questa situazione impone innanzitutto che siano rivisti i termini per la presentazione delle rendicontazioni, fissati dai decreti di finanziamento degli investimenti già in atto, e che vengano poi considerate tali condizioni critiche della produzione nel fissare i termini dei provvedimenti in itinere».

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