L’estate, proprio oggi, inizia il suo corso. È un momento di transizione: i vacanzieri si mettono su strada per raggiungere le mete turistiche, gli uffici chiudono per dare respiro ai lavoratori. Quello che proprio non va mai in ferie è il trasporto e, in particolare, il trasporto di merci. Un’attività preziosa, di cui molti hanno scoperto l’importanza solamente all’alba della pandemia, salvo dimenticarsene poco dopo la fine.

Qual è la situazione di tutte le forme di trasporto?

Eppure ancora adesso, e forse ancor più di prima, i trasporti sono fondamentali per sorreggere lo sforzo economico prodotto in questa fase. Una fase che dovrebbe significare ripresa economica, all’indomani della pandemia stessa, ma anche resistenza di fronte alle pressioni della situazione internazionale e degli squilibri sistemici a cui, purtroppo, assistiamo. E la verità, occorre dire, è che in questo momento la situazione è in grave peggioramento.

Il trasporto marittimo, infatti, è ancora adesso costretto a fare i conti con l’impennata dei noli marittimi, i cui costi nell’ultimo semestre hanno raggiunto livelli mai visti prima. Senza considerare, poi, che tutte le catene logistiche dipendenti dai trasporti marittimi sono in forte difficoltà, con ritardi che si vanno accumulando giorno dopo giorno. Non c’è porto in Europa dove le merci non abbiano accumulato un ritardo, piccolo o grande che sia. Basti pensare che prima della pandemia solamente il 20% delle merci spedite via mare risultava in ritardo, mentre attualmente circa il 70% di esse ha accumulato del ritardo.

Non è solamente il trasporto marittimo, però, a risultare in difficoltà. Il trasporto via terra, infatti, è in condizioni analoghe se non peggiori. Sia che si tratti del trasporto ferroviario, che di quello marittimo. Il problema, in questo caso, riguarda in primo luogo le infrastrutture: la loro mancanza o l’inadeguatezza di quelle esistenti, stanno gradualmente portando alla congestione dei trasporti e, ancora una volta, a tempi di trasporto più lunghi di quelli previsti. A questo poi, si aggiungono le difficoltà che si registrano nel reperimento di personale e di mezzi. Per quanto riguarda il primo, ormai è noto, in tutta Europa si sta registrando un progressivo depauperamento della forza lavoro con la conseguenza che molte aziende sono costrette a tenere i mezzi fermi. Per quanto concerne i secondi, invece, è legata ancora una volta alle difficoltà logistiche di reperimento di materie prime: anche le case costruttrici di mezzi, infatti, sono costrette a fare i conti con la scarsità di pezzi, registrando così ritardi nelle consegne. Il risultato, di conseguenza, è che ci sono meno veicoli su strada e quelli che ci sono percorrono meno chilometri. Questa situazione, naturalmente, riguarda anche il trasporto ferroviario.

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