In questi giorni, sempre più, si sente parlare della cosiddetta crisi dei semiconduttori. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, stiamo parlando di una domanda di circuiti integrati, necessari in qualsiasi apparecchiatura tecnologica, dallo smartphone alle automobili, di molto superiore all’offerta attuale del mercato. Alla base di questa crisi sono diverse le questioni. Da un lato la madre di tutte le cause, la pandemia. Dall’altro, una supply chain che, come in molti altri settori, si è rivelata incapace di reagire alla situazione. In questa situazione, poi, si è innesta la guerra economica fra Stati Uniti d’America e Cina, che ha finito col trasformare questa situazione in una vera e propria emergenza.

La distribuzione dei semiconduttori nel mondo

Di fatto, la quasi totalità delle aziende che producono semiconduttori trova oggi collocazione nell’area asiatica: Cina, Corea del Sud, Taiwan. È da questi paesi che le aziende, siano esse produttrici di apparecchiature elettroniche oppure di automobili, si riforniscono di microchip. Quando però, nel 2020, la pandemia ha imposto il fermo delle produzione, la domanda di apparecchiature, e quindi di microchip, non si è fermata. Anzi, per certi versi fra didattica a distanza e smart working, la richiesta di dispositivi elettronici è addirittura aumentata.

Ed è proprio qui che si è dimostrato il fallimento, almeno parziale, della supply chain dei semiconduttori. Quasi nessuna casa costruttrice di automobili, per esempio, aveva scorte sufficienti per sostenere la richiesta di semiconduttori. A questo, poi, si aggiungono tempi di produzione molto lunghi, vista la complessità della produzione. Una situazione che ha riflessi diretti nella distribuzione dei microchip: le imprese di trasporto, infatti, non sono disposti a far partire i propri mezzi senza aver completato il carico. E questo, inevitabilmente, comporta nuovi ritardi sulla distribuzione dei semiconduttori stessi.

Come si risolve questa situazione? Gli Stati Uniti d’America, per esempio, si stanno attivando con importanti investimenti per rafforzare la catena distributiva dei semiconduttori. L’Unione europea, invece, sta mettendo a punto strategie incentivanti al fine di realizzare impianti di produzione dei semiconduttori in Europa. Inoltre, sono al vaglio anche partnership strategiche per rispondere immediatamente alla crisi.

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