ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei di Automezzi continua ad affinare le proprie ricerche relative alle postazioni di ricarica per i camion elettrici. Dopo il position paper sulle infrastrutture da realizzare e la mappa che ha suggerito lo sviluppo delle infrastrutture fino al 2030, in collaborazione con Fraunhofer ISI, l’Associazione ha analizzato oltre 30 mila punti di sosta, 400 mila camion e 750 mila soste.

Lo studio di ACEA e Fraunhofer ISI

L’obiettivo dello studio era proprio quello di capire il comportamento dei mezzi. Da questo punto di vista, lo studio ha dimostrato che le soste si concentrano principalmente attorno alle aree più densamente popolate dell’Europa centrale. Stiamo parlando di città come quelle del nord Italia, Parigi, Manchester, Berlino e Francoforte. «La diffusione sul mercato dei camion elettrici è destinata a crescere nei prossimi anni – ha ricordato Eric-Mark Huitema, direttore generale di ACEA – Tuttavia, l’infrastruttura necessaria per caricare questi camion è ancora gravemente carente, quindi deve essere implementata con urgenza».

Fino al 50% delle soste, poi, avviene in aree prossime alle autostrade, fino al 33% delle soste invece avviene nei pressi dei plessi industriali oppure nei pressi di hub logistici. Una percentuale che arriva fino al 5%, invece, riguarda le soste nei porti oppure nei terminal dei traghetti. Le soste, essenzialmente, si suddividono in due tipologie: quelle che arrivano a massimo di tre ore e quelle che invece superano le otto ore. Circa il 35% delle prime, poi, è compresa fra i 30 e i 60 minuti. Sono proprio queste, secondo ACEA, che suggeriscono l’esigenza di installare punti di ricarica ad alta potenza, che consentano di ricaricare i mezzi in breve tempo.

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