È iniziato il conto alla rovescia per l’introduzione dell’obbligatorietà degli ADAS sui veicoli. A partire dal 1° gennaio 2022, salvo eventuali proroghe, diventerà infatti operativo l’accordo sottoscritto a Bruxelles al fine di raggiungere l’ambizioso obiettivo di azzerare il numero di vittime della strada entro il 2050. Una rivoluzione che, come vedremo, interesserà anche i mezzi pesanti.

La nuova normativa europea che obbliga gli ADAS

Negli ultimi anni, complice la proliferazione della tecnologia anche a bordo degli autoveicoli, sono diventati sempre più i sistemi di assistenza alla guida che, oltre a semplificare questa operazione, consentono anche di renderla più sicura. Proprio con questo obiettivo, sulla scia del progetto di sicurezza stradale nato nel 1997 in Svezia, denominato Vision Zero, l’Unione europea ha deciso di rendere obbligatori per legge alcuni degli Advanced Driver Assistance System (ADAS) così da raggiungere l’obiettivo di azzerare il numero di morti sulle strade.

Secondo i dati più recenti, sebbene le strade europee siano fra le più sicure al mondo, ancora oggi periscono in sinistri circa 25 mila persone e circa 140 mila restano ferite in un solo anno solare. Un numero decisamente ancora troppo alto, per il quale si è reso necessario intervenire. La decisione, chiaramente, non riguarderà solamente le automobili, ma anche i mezzi pesanti.

A partire dal 2022, tutti i nuovi veicoli destinati al trasporto di persone, merci, rimorchi e semirimorchi, dovranno essere obbligatoriamente dotati di:

  • cruise control adattativo: è il dispositivo elettronico che consente di regolare la velocità, in funzione del traffico veicolare e della distanza dagli altri veicoli;
  • frenata automatica di emergenza: è il sistema che consente di frenare preventivamente in caso di presenza di ostacoli (veicoli, perdoni, ecc.);
  • rilevatore di stanchezza del conducente: grazie a questo sistema, viene rilevata l’attenzione del conducente e, qualora necessario, provvede automaticamente a emettere segnali acustici e visivi;
  • predisposizione al sistema di blocco motore con etilometro: un dispositivo che impedisce l’avvio qualora sia verificata la presenza di alcol nel sangue superiore ai limiti imposti dal Codice della Strada;
  • avviso di distrazione del conducente: verifica che il conducente mantenga l’attenzione sulla strada;
  • sistema di mantenimento della corsia: il sistema verifica e interviene al fine di mantenere il veicolo all’interno della carreggiata delineata dalle strisce;
  • dispositivi di registrazione: è una sorta di scatola nera che, in caso di sinistro, registra le fasi immediatamente prima l’incidente stesso;
  • monitoraggio pressione: il sistema, attraverso speciali sensori, verifica la pressione degli pneumatici avvisando in caso di eventuale perdita di pressione;
  • sistema rilevamento veicoli: il sistema percepisce la presenza degli altri veicoli, specie se provenienti dall’altra corsia.

A questi, poi, si aggiungono altri ADAS, fra cui:

  • sistema di cambio corsia: il sistema monitora l’andamento del veicolo lungo le corsie delimitate dalle strisce e interviene nel cambio si verifichi un cambio inatteso;
  • sistema di rilevazione degli angoli morti: un sistema di telecamere controlla la presenza di ostacoli, veicoli o pedoni, che occupano gli angoli ciechi del mezzo, avvisando il guidatore in caso di potenziale collisione;
  • rilevamento di pedoni e ciclisti: il sistema riconosce automaticamente questi utilizzatori della strada e avverte opportunamente il guidatore.

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