È un mercato in forte espansione, quello dei veicoli commerciali. Dall’inizio dell’anno, secondo le stime dell’Associazione dei Costruttori Europei di Autoveicoli (ACEA), sono stati infatti immatricolati il 36,9% dei veicoli in più rispetto all’anno precedente. A guidare la ripresa europea, ancora una volta, è proprio l’Italia che fa registrare il maggior incremento di immatricolazioni.

Il settore dei veicoli commerciali nel primo semestre del 2021

La penisola, rispetto al 2020, ha registrato infatti un aumento del 53,7% su base annua. Ben superiore ai paesi che hanno fatto registrare le migliori performance: la Spagna, che ha visto un incremento del 38,4%, seguita dalla Francia, cresciuta del 36,4%, e la Germania, che si è fermata a “solo” il 21,7%.

Interessante, inoltre, è la distribuzione delle immatricolazioni per tipologia di veicoli. La crescita maggiore nel primo semestre del 2021 si è avuta nell’ambito dei veicoli commerciali pesanti, con massa fino a 16 tonnellate e oltre. Con l’immatricolazione di 128.333 unità nel primo semestre 2021, la richiesta di immatricolazioni è cresciuta del 39,3%. Il miglior risultato del segmento è stato registrato in Italia, dove la richiesta è aumentata del 51,7%, seguita dalla Spagna con il 42,9%, dalla Germania, col 23,2% e la Francia con il 19,2%.

Ottima, a seguire, è stata la crescita dei veicoli commerciali leggeri, con massa fino a 3,5 tonnellate. In questo caso, con l’immatricolazione di 856.926 veicoli, le registrazioni di nuovi mezzi sono aumentate del 38,1%. Il dato parziale conferma il trend che vede l’Italia, con un aumento di ben il 55,8%. A seguire, la Spagna dove la richiesta è cresciuta del 39,9%, la Francia dove le domande sono aumentate del 38,7% e la Germania con il 23%.

Buono è stato anche l’incremento dei veicoli commerciali medi e pesanti. Nel primo semestre del 2021 sono stati immatricolati 154.387 mezzi in tutta Europa, che coincidono con una crescita del segmento del 34,1%. Anche in quest’ultima categoria è l’Italia a guidare la riscossa: +47,6% rispetto all’anno precedente. Una crescita formidabile, che ha lasciato la Spagna (+32,5%), la Francia (+20,3%) e la Germania (+19,4%) ben distaccate.

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